|
|
|
| Mercoledì 28 Aprile 2010 00:00 |
|
Famiglie italiane solide sul fronte finanziario nonostante la crisi grazie a una rilevante capacità di risparmio e a una forza patrimoniale tra le maggiori dei paesi avanzati. Fattori che si affiancano alla solidità del sistema bancario italiano e alla tenuta dei conti pubblici. Questa analisi è contenuta nel primo "Report trimestrale – indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane" realizzato da Abi in collaborazione con il ministero del Lavoro. Si tratta di un monitoraggio trimestrale che consente di osservare i rischi potenzialmente connessi con la crescita dell'indebitamento e con l'acuirsi dei fattori di difficoltà economica. Alla presentazione del rapporto hanno partecipato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il presidente dell'Abi Corrado Faissola e dal direttore della Direzione generale per la gestione del Fondo nazionale per le politiche sociali e monitoraggio della spesa sociale, Raffaele Tangorra. Le banche italiane, ha detto Faissola, «stanno pagando la crisi provocata da altri», ma in ogni caso «il credito continua ad affluire soprattutto alle famiglie». Per Faissola «il deteriorarsi della situazione economica del paese è correlata ad eventi realizzati altrove ma le sofferenze, che sono ingenti, pesano sul sistema bancario italiano». Parlando della politica economica del Governo per fronteggiare la crisi Faissola ha evidenziato come sia stata «corretta e molto apprezzata». Il report - illustrato dal direttore centrale dell'Abi, responsabile Centro studi e ricerche Gianfranco Torriero, dal responsabile settore studi Abi, Vincenzo Chiorazzo e da Marco Fortis dell'Università Cattolica di Milano - segnala che nell'ultimo trimestre 2009 i mutui per l'acquisto di abitazioni sono cresciuti dell'8,2% rispetto al 2008, per un ammontare di circa 247 miliardi di euro. Nello stesso periodo il credito al consumo ha segnato un incremento del 6,7% a quota 113 miliardi di euro. Per effetto della crisi, tuttavia, lo stato delle sofferenze ha raggiunto l'1,19% a fine 2009, in crescita dello 0,33% sul 2008. |









